Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Home page Chi sono Dove sono La strategia Dietetika L'Obesità Oggi parliamo di.... Sicurezza alimentare L'Attività Fisica Gli Alimenti funghi frutta secca castagna Ricette  Contatti Obesità Infantile ed Adolescenziale Obesità Adulto PRIVACY 

frutta secca

Noce, mandorla dolce, nocciola, pinolo, pistacchio, sono frutti secchi e semi oleosi autunnali che hanno tutti in comune una caratteristica: la percentuale molto rilevante di oli vegetali. Spesso consumati insieme ad arachidi, noci del Brasile , anacardi, che arrivano da Paesi extracontinentali, ma che posseggono valori nutrizionali molto simili. Sono alimenti fondamentali nella dieta dei vegetariani, soprattutto dei vegani in senso stretto, da cui ricavano proteine di discreto valore biologico e acidi grassi insaturi di ottima qualità e facilmente digeribili (gli acidi grassi essenziali, così denominati in quanto importantissimi per il nostro equilibrio

salutare ma non sintetizzabili dall’organismo; vanno dunque obbligatoriamente introdotti con l’alimentazione). Arachidi, mandorle, nocciole, vengono talvolta tostati; questo trattamento non giova alla loro digeribilità, né alla conservazione delle loro componenti nutritive, che si degradano e possono essere causa di danni al fegato del consumatore. La tostatura però è necessaria in termini di sicurezza ed igiene alimentare, in quanto sono tutti alimenti facilmente soggetti a sviluppare pericolose muffe! Nelle arachidi, ad esempio, la tostatura distrugge le spore di Aspergillus flavus che infestano i magazzini dei Paesi caldi di provenienza; questo terribile fungo produce temibili aflatossine cancerogene!

Sono consigliati, sempre in quantità giornaliere modiche, anche ai diabetici, in quanto provocano un innalzamento molto lieve e costante della glicemia e dell’insulina.Trattandosi di alimenti secchi e duri, richiedono un’accurata masticazione che ne aumenta la digeribilità. Per il consumo abituale vanno scelti frutti del nuovo raccolto e non troppo vecchi, poiché l’elevato contenuto in oli vegetali ne facilita l’irrancidimento. 20 g. al giorno di questi frutti sgusciati sono più che sufficienti per integrare una dieta equilibrata con i loro preziosi nutrienti! Naturalmente chi segue una dieta vegetariana può consumarne il doppio.

In generale si può affermare che l’abuso alimentare di questi prodotti non è mai salutare, in quanto troppo sbilanciati verso il contenuto in grassi e, quindi, ricchi anche in calorie; si va dalle 595 Kcal per 100 g. di pinoli alle 689 Kcal per 100 g. di noci secche.La natura li ha messi a nostra disposizione come integrazione della dieta di ogni giorno e come cibo di riserva o di emergenza. I pregi maggiori dei frutti oleosi, però, risiedono soprattutto nei loro nutrienti vitali: abbondano in sali minerali, tra cui potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco; hanno percentuali di vitamine del gruppo B pari o superiori a quelle dei legumi; contengono preziose vitamine liposolubili come la A, D, E. Ottimo anche il contenuto in fibra alimentare, che aiuta la peristalsi e favorisce la pulizia intestinale.

Ed infine parliamo di un fungo molto particolare: IL TARTUFO. Lo si trova sottoterra vicino a faggi, lecci, querce, pioppi, salici e noccioli in boschi aperti. E’ raro e profumatissimo, molto ricercato fin dal tempo dei Romani; prelibatissimo quello bianco d’Alba, molto apprezzato anche quello nero di Norcia.

Un cenno a parte merita la mandorla che viene consigliata in una dose giornaliera massima di 20 mandorle dolci; contiene infatti tracce di amigdalina, ovvero acido cianidrico tossico, abbondante nella mandorla amara. La mandorla amara non è adatta all’alimentazione perché è velenosa a causa dell’elevato contenuto in amigdalina. Un adulto ne può mangiare solo una fresca, magari pestata o frullata e utilizzata come aromatizzante; salire a due o tre come consumo, determina l’insorgenza di sintomi da avvelenamento: mal di testa, vertigini. Per fortuna, le mandorle vecchie perdono una parte di amigdalina cianogenetica. Nei biscotti “amaretti” da molti apprezzati, sono sufficienti 2 – 3 mandorle amare per dare il tipico aroma del prodotto all’intera massa di impasto.

LA fRUTTA sECCA

Patrizia COLOMBO

Dott.ssa Patrizia Colombo Biologa Nutrizionista Specialista inScienza dell'Alimentazione Biochimica e Chimica Clinica