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Obesità Infantile ed Adolescenziale

L'Obesità nell'Infanzia e nell'Adolescenza

Le cause esogene sono però le più comuni e vedono coinvolto il ruolo fondamentale della famiglia. È stato rilevato che se un bambino è in sovrappeso, il fratello avrà una probabilità del 40% di esserlo anche lui; questa probabilità sale all’80% se un bambino ha due fratelli in sovrappeso. Inoltre il 78% dei minori in eccesso ponderale ha almeno un genitore in sovrappeso.Le cause esogene comprendono l'obesità per eccessivo apporto calorico, l'obesità psicogena e l'obesità ad eziologia mista dove agiscono entrambe le due componenti. L’obesità per eccessivo apporto calorico è correlata a comportamenti alimentari inadeguati dei familiari dei bambini. Lo stile di vita scorretto ha spesso radici culturali ed è associato ad una scarsa informazione sulla corretta alimentazione. Il quadro si aggrava notevolmente se all'eccesso alimentare si associa una riduzione del dispendio energetico. È stata infatti individuata una correlazione tra la quantità di tempo trascorso davanti alla televisione o ai videogiochi e il sovrappeso dei bambini. Questa forma di obesità può essere però facilmente modificata insegnando alla famiglia l’importanza di far praticare ai ragazzi attività fisica e proponendo un adeguato intervento dietetico. L’obesità psicogena sembra invece essere correlata ad una separazione precoce dai genitori o ad una grave disorganizzazione familiare: è come se il vuoto affettivo provocasse una condizione emotiva di alta sensibilità agli stimoli interni ed esterni, per cui si crea una relazione automatica tra emozioni incontrollabili e assunzione di cibo. Alcuni psicologi ritengono che alla base dell’obesità psicogena vi siano alterate relazioni all’interno della famiglia: il sintomo (l’eccessiva alimentazione e la conseguente obesità) sono funzionali al mantenimento degli equilibri familiari. Adeguate terapie di supporto incentrate sulle dinamiche relazionali sono di grande aiuto per riuscire a risolvere tali squilibri.

QUALI CAUSE?

Le cause dell’obesità possono essere schematicamente suddivise in endogene ed esogene.Tra le cause endogene sono annoverate malattie a cui l’eccesso ponderale è associato; tra queste alcune disendocrinopatie come la Sindrome di Cushing, l'ipotiroidismo, il deficit di GH o alterazioni cromosomiche quali la Sindrome di Prader Willi e la Sindrome di Down.

Anche il BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea) dei bambini è espresso in percentili. Questi valori sono utili per la valutazione di una corretta crescita staturo-ponderale. Il peso ideale corrisponde al 50° percentile per l'età staturale. Si parla di sovrappeso quando il percentile è tra l’85° e il 90°, e di obesità quando supera il 90° (di obesità grave se supera il 95°). L'eccesso ponderale (EP) viene valutato con la Formula di Tanner ed è espresso in percentuale (EP%).Si parla di obesità quando l’eccesso ponderale è superiore al 20% del peso ideale. Inoltre se l’EP è compreso tra 20% e 40% l’obesità è lieve; tra 40% e 60% l’obesità è moderata; se è superiore a 60% si tratta di obesità grave.

I PERCENTILI

Il monitoraggio dei processi di accrescimento corporeo (valutazione auxologica) si effettua confrontandoli con degli standard di riferimento, ottenuti dai valori medi ricavati su una vasta popolazione infantile omogenea per sesso ed età. Poiché il processo di crescita avviene con una grande variabilità individuale di tempi e misure, i limiti di normalità vengono fissati con i percentili.

L'OBESITA’ COME CAUSA DI PATOLOGIE

Si può quindi sviluppare una vera e propria Sindrome Metabolica con coagulopatie, quadri infiammatori cronici, alterazioni dei trigliceridi e del colesterolo e ipertensione arteriosa che aumentano il rischio di affezioni acute a carico dell’apparato cardiovascolare. È anche riscontrabile un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi che provoca nelle femmine precocità puberale, ovaio policistico e irregolarità mestruali e nei maschi ipogonadismo.Un altro aspetto da considerare è che l’obesità infantile è correlata spesso a problemi psicologici, in quanto spesso i bambini con eccesso ponderale sono stigmatizzati e vengono considerati da chi li circonda come stupidi, pigri e goffi. Di conseguenza questi bambini, per la loro difficoltà a fare amicizia, possono mostrare la tendenza all’isolamento e alla depressione. In uno studio è stato dimostrato che gli adulti che nell’infanzia erano obesi hanno un livello di istruzione minore, guadagnano di meno e hanno una ridotta probabilità di sposarsi.

L’obesità nell’infanzia è associata a molteplici patologie. In primo luogo a livello osteo-articolare sono frequentemente evidenziabili alterazioni quali la sublussazione dell’epifesi femorale o il piede piatto. Questi bambini talvolta sviluppano calcoli biliari e inoltre soffrono spesso di apnee notturne, che in casi più gravi possono associarsi a deficit respiratorio.Inoltre come negli adulti, anche i bambini obesi possono sviluppare resistenza periferica all’insulina, alterata tolleranza al glucosio o addirittura diabete di tipo II.

La riduzione del peso non deve superare i 500-1000 gr al mese, in quanto un introito inadeguato di nutrienti può interferire con la crescita del bambino. Il trattamento dell’obesità infantile si basa principalmente sull’applicazione di tecniche comportamentali alimentari. La prescrizione di diete ipocaloriche nel bambino è inutile e non contribuisce ad insegnare una corretta alimentazione. È invece importante fornire alla famiglia e al bambino una serie di indicazioni che rendano più semplice l’organizzazione dei pasti e del tempo dedicato all’attività fisica. Viene ad esempio consigliato di trascorrere davanti alla televisione o ai videogiochi non più 2 o 3 ore al giorno; si invita i genitori a far uscire quotidianamente i figli, a camminare e ad organizzare nei fine settimana gite a piedi o escursioni in bicicletta. Si insegna a scegliere merende sane come frutta, yogurth e pane. Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale affinchè imparino ad acquistare cibi sani ed evitino il più possibile di tenere in casa alimenti che potrebbero far “cadere in tentazione”. Ai bambini possono anche essere imposte delle semplici regole: ad esempio alimentarsi in un solo luogo, preferibilmente la cucina; masticare lentamente; evitare di leggere mentre si mangia; non spiluccare fuori dai pasti; aspettare qualche minuto prima di chiedere la seconda porzione. È inoltre opportuno aiutare i genitori a stabilire un clima di serenità: i bambini non vanno colpevolizzati quando non rispettano le regole e non è costruttivo creare conflitti sul quando o sul cosa mangiare.

IL TRATTAMENTO

L’80% dei bambini obesi sopra i 10 anni ha una percentuale molto alta di probabilità di rimanere tale per tutta la vita. Pertanto è opportuno che il trattamento inizi in un’età compresa tra i 7 e i 10 anni. Invece per i bambini tra i 5 e i 7 anni è sufficiente un attento monitoraggio poichè in questa fase la guarigione spontanea è molto frequente.

Dott.ssa Patrizia Colombo Biologa Nutrizionista Specialista inScienza dell'Alimentazione Biochimica e Chimica Clinica

APRILE 2014